La geografia dei luoghi fisici e delle infrastrutture tecniche che forgiano e condizionano la produzione delle pellicole del dopoguerra si erge su quanto già realizzato negli anni della cinematografia fascista. Oltre all’indiscussa centralità produttiva di Roma, la mappa dei teatri di posa che attinge ai dati ANICA mostra una progressiva espansione in campo internazionale, che vede sempre più produttori affidarsi agli stabilimenti francesi e spagnoli (gli studi di Billancourt Bòlogne e di Balcazàr Barcellona su tutti)
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