Erede per linea diretta dei cataloghi e dei bollettini informativi distribuiti dalle case cinematografiche fin dall’inizio del secolo, la cosiddetta stampa “tecnico-industriale” (trade press) conosce il suo periodo più florido in coincidenza con la ripartenza produttiva del secondo dopoguerra: in concomitanza con il consolidamento dei nuovi quadri istituzionali della cinematografia italiana, si moltiplicano i fogli legati all’ANICA e alle sue componenti interne, i periodici portavoce di sigle sindacali, parasindacali e associazioni professionali, i giornali specializzati sul tema economico-finanziario rivolti principalmente agli addetti ai lavori.
Oltre ad adempiere alle funzioni ordinarie di aggiornamento informativo, di diramazione comunicati e di spazio pubblicitario, la trade press assurge via via al ruolo più ampio di spazio relazionale e tavolo di discussione permanente per i diversi soggetti coinvolti nella filiera. I “retroscena” che vanno svelandosi in queste pagine possono declinarsi secondo le forme variegate dell’analisi economico-finanziaria oppure giuridica, dell’indiscrezione su persone e vicende interne all’industria, della comunicazione diretta, della lettera aperta e dello spazio di rappresentanza per i lavoratori del settore..