Industria cinematografica, spettatori e attrici

Il Cine-referendum a premi della rivista «Tempo».

           di Marco Zilioli

Industria cinematografica e concorsi

Il cinema italiano, tra il 1955 e il 1957, attraversa una fase produttiva tutt’altro che florida. Le relazioni sull’industria cinematografica curate dall’A.N.I.C.A. descrivono questi anni come il punto più basso della parabola creativa del cinema italiano, come un periodo di depressione, recessione e crisi economica dell’industria. In effetti, è sufficiente fare riferimento a L’industria cinematografica, una relazione sulle attività dell’A.N.I.C.A. e delle Unioni aderenti pubblicata nel febbraio 1960 che illustra la situazione della cinematografia italiana nella seconda metà degli anni Cinquanta, per avere un quadro dettagliato della situazione in cui si trova il cinema. 

Un aspetto che viene più volte evidenziato nella relazione è il progressivo calo degli spettatori, su cui si cerca di indagare trovando come cause l’affermarsi della televisione, ma anche lo sviluppo della motorizzazione e il conseguente esodo dalle città soprattutto nei giorni festivi. 

La necessità di comprendere i gusti del pubblico da parte dell’industria cinematografica e la volontà di avvicinare produttori ed esercenti agli spettatori, è uno dei motivi per cui, soprattutto nella seconda metà degli anni Cinquanta, riviste e rotocalchi, siano essi specializzati o destinati a un pubblico eterogeneo, danno vita a diversi concorsi e referendum. In tal senso, lo spoglio e lo studio della trade press italiana ci fornisce una raccolta di diverse iniziative che possono essere suddivise in almeno tre categorie. Nella prima possiamo far rientrare i concorsi che intendono selezionare il titolo di un film, come “100.000 – per un titolo”; nella seconda i concorsi dedicati alla selezione di soggetti cinematografici, di cui il Premio italico è uno tra gli esempi; nella terza concorsi che, a diverso titolo, chiamano in causa il pubblico, tra cui il concorso per il film La scogliera del peccato (Montero, 1950) che prevede un premio di 5000 lire per lo spettatore che troverà la foto della protagonista  Margaret Genske, o il concorso-referendum organizzato dall’Unitalia Film durante il viaggio inaugurale della motonave Giulio Cesare. In quest’ultimo caso il pubblico dovrà scegliere il film che più gli è piaciuto tra un gruppo di pellicole italiane.

L’industria cinematografica – Relazione sulle attività dell’A.N.I.C.A. e delle Unioni aderenti, Roma, febbraio 1960.

Come anticipato, tra le iniziative più diffuse attraverso la stampa degli anni Cinquanta non mancano i referendum, proposte realizzate nella maggior parte dei casi dai produttori per avere un quadro generale dei gusti degli spettatori. Uno tra gli esempi meno conosciuti e studiati, ma che prevede il coinvolgimento diretto di associazioni di categoria, oltre che un’ampia partecipazione di pubblico e diversi premi, è il Cine-referendum a premi proposto sulle pagine della rivista «Tempo» nel 1958.

Cine-referendum a premi

È il 6 maggio 1958 quando sulle pagine del settimanale «Tempo» viene annunciato Cine-referendum, un’iniziativa promossa da A.N.I.C.A., A.G.I.S., S.I.P.R.A., O.P.U.S. che, in collaborazione con l’azienda automobilistica Alfa Romeo, ha come obiettivo rilanciare il cinema in Italia. Per partecipare al referendum è necessario rispondere a sei domande proposte mensilmente sulla rivista in un apposito tagliando. Le prime quattro domande – si legge – “hanno […] la funzione di un sondaggio dell’opinione pubblica, capace di offrire alla industria dello spettacolo un largo orientamento, che le consenta di andare incontro ai desideri del pubblico”, mentre le successive sono di “argomento automobilistico […] e consentiranno di conoscere quali sono le opinioni e gli interessi del pubblico italiano nel campo della produzione automobilistica”. Inoltre, prima di procedere all’invio del tagliando è necessario incollare sulla scheda quattro mezzi biglietti di ingresso a qualunque sala cinematografica indicando località, data, nome del cinema e titolo del film proiettato (da giugno 1958 la scheda viene semplificata e non è più necessario indicare cinema, località e film).

L’iniziativa prevede venti premi messi in palio, ampiamente pubblicizzati sulle copertine di «Tempo» per chi invierà le risposte, estratti fra tutte le schede ricevute presso la sede della rivista. Il primo premio è una Alfa Giulietta con un buono di mille litri di benzina Supercortemaggiore a cui seguono una pelliccia di castoro Eskimo Bay, una Vespa cc. 125 ed elettrodomestici come un frigorifero Atlantic o una macchina per cucire Singer. Al tredicesimo posto il premio è un provino cinematografico cedibile che sarà curato dalla Vides-Film. 





Premi Cine-referendum, «Tempo», n. 20, 13 maggio 1958, p. 14.

Nonostante sul numero 28 (8 luglio) di «Tempo» venga annunciato che il Cine-referendum sarà ripreso ad ottobre, l’iniziativa viene bruscamente interrotta prima della pausa estiva, senza pubblicare per intero informazioni relative alle risposte. Tuttavia, alcuni dati parziali riportati sulla rivista nei numeri 26 (24 giugno) e 32 (5 agosto), anticipano gli esiti delle schede.


Domande e risposte

Alla domanda del mese di maggio “Pensate che i più scottanti problemi del momento dovrebbero essere trattati dal cinema?” la maggior parte dei lettori risponde in modo affermativo; alla successiva “Chi indichereste quale migliore attore italiano del 1957?” il 30% dei lettori sceglie Marcello Mastroianni, mentre il restante 70% è ripartito principalmente tra Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Antonio Cifariello, Rossano Brazzi, Raf Vallone e Pietro Germi. La domanda successiva, che chiede a quale spettacolo andrebbero i lettori con un biglietto gratuito per una partita di calcio, un film, una commedia a teatro, una opera lirica ha, nell’ordine le seguenti risposte: film, commedia a teatro, opera lirica e solo una minoranza ha scelto la partita di calcio.

Per quanto riguarda invece le risposte alle domande poste nelle schede del mese di giugno, un esito parziale rivela che su un totale di circa 25000 tagliandi inviati, l’attrice preferita è Giulietta Masina, che molti dei concorrenti preferiscono i film drammatici a quelli comici, mentre pari sono le preferenze sulla pubblicità cinematografica tra film “dal vero” e cartoni animati.

Domande per il mese di maggio, «Tempo», n. 19, 6 maggio 1958, p. 17.

L’eco sulla stampa

L’iniziativa è un successo, almeno in termini di partecipazione. Da un punto di vista quantitativo partecipano infatti un totale di circa 50000 lettori ed è sufficiente osservare alcune tra le immagini pubblicate su «Tempo» per notare le sale gremite in cui avvengono le premiazioni. 

La trade press italiana pubblicizza l’evento più volte, talvolta esprimendo un parere sull’iniziativa. Ad esempio, sul numero 4 (aprile 1958) di «Cinespettacolo», all’interno della rubrica “Il loro e il nostro parere”, si legge che il concorso è un mezzo per attrarre spettatori del tutto simile al sistema già applicato nel calcio e nelle corse ippiche. In questo caso, la rivista è a favore del referendum e più in generale allo sviluppo di iniziative simili. 

L’accoglienza del referendum è positiva anche da parte del «Giornale dello Spettacolo» che, sul numero 15 (aprile 1958), specifica essere “una iniziativa che non mancherà di essere favorevolmente accolta negli ambienti cinematografici”. Per questo motivo il settimanale pubblicizza con frequenza Cine-referendum sottolineando la vicinanza all’industria cinematografica. 

Il 19 giugno 1958, a Roma, nell’Aula Magna del Palazzo dei Congressi dell’EUR avviene la premiazione dei concorrenti che hanno inviato le schede di maggio. Alla manifestazione sono presenti il Presidente dell’A.N.I.C.A. Eitel Monaco, il Presidente dell’A.G.I.S. Italo Gemini, il Direttore Generale della RAI-TV Rodolfo Arata, il Direttore della sede Alfa Romeo di Roma Franceschini e il Presidente della rassegna, l’Avvocato Nicola Castracane. Inoltre, non mancano alcune tra le principali attrici italiane: Lea Padovani, Sylva Koscina, Rosanna Schiaffino, Giorgia Moll accompagnata da Luigi Comencini, Luisa Della Noce, Mara Berni, Tina De Mola e Lia Lena. La presenza delle attrici, oltre a essere un’occasione di incontro tra divo/spettatore e dunque rendere l’iniziativa ancor più stimolante, garantisce autenticità alla serata. Queste, infatti, chiamate sul palco dell’aula magna dell’EUR, hanno il compito di estrarre i numeri e successivamente chiamare i relativi possessori per essere premiati. Veniamo così a conoscenza che il primo premio è vinto da Andrea Dal Bo, un operaio di Treviso, e tra i vari premi, il provino cinematografico è assegnato ad Arcangelo Musmeci, un agricoltore di Castiglione di Sicilia di cui, però non sono presenti informazioni circa un suo ingresso nel mondo del cinema. Il biglietto, come da concorso, è infatti cedibile, ed è dunque probabile che sia stato donato ad altri o, più semplicemente, che il provino non sia mai stato svolto.

Il campione di lettori/spettatori a cui si rivolge è molto più ampio rispetto a quello di una rivista specializzata. Una seconda considerazione riguarda i premi, e in particolare la possibilità di accedere a un provino curato da Vides-Film. La scelta di un provino basato su un’estrazione del tutto casuale appare curiosa e fuori dai canoni di selezione che il produttore Franco Cristaldi aveva verso gli attori. Basta ricordare che l’anno successivo Cristaldi darà vita a una scuola di recitazione, chiamata “Lo studio”, a cui gli aspiranti attori potranno accedere dopo dure selezioni. Infine, per quanto riguarda i premi in generale, si può notare che sono molti e, soprattutto i primi, piuttosto costosi. Questo aspetto, unito al fatto che in diverse occasioni gli organizzatori del Cine-referendum specificano che lo scopo dell’iniziativa è pienamente raggiunto, lascia intendere una buona quantità di informazioni tale da non rendere necessaria un’ulteriore serie di domande o, più in generale, che la crisi del cinema italiano sembra essere superata. D’altronde, un’intervista a Eitel Monaco pubblicata su «Tempo» nell’agosto 1958 viene intitolata Il cinema italiano è in progresso, anticipando che la stagione cinematografica alle porte sarà caratterizzata da film di notevole interesse artistico e commerciale.

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